
L'Odio (La Haine). Bianco e nero, 97 minuti. Produzione, Francia, 1995.
"è la storia di una società che precipita, e che mentre sta precipitando si ripete per farsi coraggio..fino a quì tutto bene, fino a quì tutto bene, fino a quì tutto bene.Il problema non è la caduta, ma l'atterraggio."
E' questa la storia con cui comincia il film diretto magistralmente da Mathieu Kassovitz, una storia che si perpetuerà durante tutto il film, che non si darà pace finchè non avrà terminato il suo corso, e che come un fiume in piena travolgerà e stravolgerà la vita dei tre personaggi: Vinz (Vincent Cassel, Hubert (Hubert Koundé) e Said (Said Taghmaoui).
Il lasso di tempo in cui si svolgono i fatti, di sole 20 ore, è scandito dal ticchettio di un orologio a corda, un' altra delle scelte (a parte il bianco e nero) adottate dal giovane regista per far capire come nelle Cité ( i quartieri delle periferie di Parigi), la vita sia così fragile.
La giornata balorda dei tre giovani disperati ha inizio quando Vinz, che ha trovato una pistola d'ordinanza persa da uno sbirro durante gli scontri, decide di usarla per vendicare il sedicenne Abel, morto dopo il pestaggio ad opera della polizia che lo stava interrogando.
Lo stesso anno La Haine consegna la Palma D'Oro come miglior regista a Kassovitz, ma mentre i tre personaggi del film riprendono colore al Palais del Festival di Cannes, i poliziotti di guardia sulla scalinata hanno ostentatamente voltato le spalle, a dimostrazione che anche lì cova un odio profondo, generazionale, prepolitico contro una società che sembra escludere in modo inesorabile chi non è fin dall'inizio inserito nel giro giusto.
2 commenti:
E quando lo vediamo insieme?
Son curiosa di leggere il terzo posto!
Lo vediamo insieme quando finiamo questi esami...promesso!Per il terzo post, mi dispiace di non averlo ancora scritto, ma mi sa che dovrai aspettare lunedì dopo l'esame!ok BIMBA MIA?!BACINI:***
Posta un commento